REFERENDUM DELLE TRIVELLE: SI, NO, ASTENUTO O COSA?

Il 17 corrente mese (ovvero 17.04.2016) ci verrà chiesto di esprimere il nostro parere sull’abrogazione parziale di norma del comma 17, terzo periodo, dell’articolo6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (norme in materia ambientale), come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilanci annuale e pluriennale dello Stato – legge distabilità 2016), limitatamente alle seguenti parole: <<per la durata di vita utiledel giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale>>.  Votando “SI” si richiederà l’abrogazione della norma, votando “NO ci si esprimerà per il mantenimento della norma quale è attualmente.

Detto questo, penso che molti di voi (come me quando l’ho letto la prima volta) staranno cercando nel vocabolario di “Ostrogoto” cosa quella frase voglia significare! A leggere dai vari post di Facebook, o a sentire le varie interviste in televisione forse ci siamo fatti un idea, ma lungi dall’esser veramente capita. Questo perché troppo spesso, chi ci spiega di cosa si tratti questo referendum, invece di dirci semplicemente cosa esso rappresenti e cosa significhi modificare o mantenere la norma specifica, lo usa a solo scopo propagandistico elettorale: è quindi, omettendo o aggiungendo una parola qua ed una parola lá, che ci fa sembrare di dover votare per una cosa che in realtà non è assolutamente pertinente con la reale richiesta.

Allora per quello che sono riuscito a decifrare dalle mille pagine ove ho cercato e dalle mille informazioni ricevute, posso affermare con quasi piena certezza che la norma in questione non abolisce né le trivelle, né impedisce l’estrazione del petrolio, bensì interessa solo ed esclusivamente quegli impianti di PRODUZIONE (attivi e già perforati, 20 o 30 anni fa) di GAS entro le 12 miglia dalla costa, quindi solo in mare .

Sostanzialmente chiede se volete chiudere i rubinetti del gas di giacimenti in produzione, allo scadere della concessione oppure se, visto che il giacimento è già perforato e già in produzione, volete consentire che si lasci il rubinetto aperto, sino ad esaurimento del giacimento stesso. 

Quindi cosa votare? qual è la miglior o più giusta scelta?

Io, non essendo né uno scienziato, né un politico, né un esperto di leggi e norme,ho cercato di capire meglio e , detto onestamente, ancora oggi, nonostante le molte ricerche effettuate con molti mezzi differenti, continuo ad avere diversi dubbi.Come in molte cose (anzi tutte) le opinioni e le informazioni sono estremamente discordanti (a seconda di chi le pronuncia o di dove le si cerca),e stabilire realmente quale sia la cosa migliore diventa estremamente complicato.

Una cosa comunque mi sembra di averla capita, nessuno dei politici interessati all’informazione su questo referendum riesce a restare “super partis”, ovvero riesce a comunicare delle informazioni “tecniche, complete, e prive di indicazioni di voto”.

Beh certo voi direte la politica è così, ma quando parliamo di un REFERENDUM, ovvero a mio personale avviso, un mezzo che usa chi deve decidere per capire cosa realmente il popolo desideri maggiormente o pensi sia più giusto, non dovrebbe esserci alcun inquinamento politico di parte, alcun gioco di partito o schieramento di scuderia, semplicemente ci dovrebbe essere un informazione completa ed imparziale sulla questione da votare, ed eventualmente un opinione, ma non un diktat! Così, chi è incaricato di attuare le decisioni avrebbe una chiara (si spera) risposta del popolo, e potrebbe semplicemente applicarla.

Ma questo non accade quasi mai, e come in questo caso, si cerca di tramutare un referendum che dovrebbe decidere della “salute” della nostra nazione e del nostro ambiente in un sondaggio elettorale per poter dimostrare ad una o un altra parte delgoverno da che parte pende la bilancia dei consensi!

E’ proprio così che siamo arrivati ad oggi in un’ Italia dipendente quasi totalmente dall’estero per la fornitura di energia invece che esserne un attore e fornitore principale per l’Europa. Se ad esempio volessimo vedere la questione delle energie rinnovabili, (quindi parliamo di energia Eolica, Geotermica, idroelettrica, Marina, Solare, e Biomasse) ed andassimo a ritroso nel tempo, vedremmo come negli anni passati, tutto quello che oggi ci viene indicato come il futuro dell’energia “pulita” veniva indicato come deleterio ed addirittura quasi più dannoso del sistema tradizionale. Le pale Eoliche venivano denigrate ed accusate di essere fortemente inquinanti nello smaltimento e dannose per l’ecosistema (soprattutto se in mare), i pannelli solarivenivano indicati come inefficienti e fortemente inquinanti, il geotermico veniva indicato come la possibile causa di disumani terremoti e smottamenti: insomma, di ecologico non c’era nulla, e i combustibili fossili rimanevano il sistema “migliore”!

Eppure la morfologia Italiana ci avrebbe permesso di sfruttare al massimo tutte le cosiddette “fonti rinnovabili” al punto che avremmo potuto fornire energia a tutta l’Europa.

Allora oggi, mentre tutti cercano di ridurre le centrali nucleari, impiantano pale eoliche ovunque, sfruttano ogni tetto per il fotovoltaico ecc., noi siamo ancora qua a chiederci se dei pozzi aperti 20 o 30 anni fa siano da chiudere prima della fine del giacimento oppure se si debbano sfruttare fino alla fine, facendo passare da una parte il combustibile ricavato come una risorsa per noi importantissima e dall’altra come se queste piattaforme fossero la causa principale di tutto l’inquinamento del mar mediterraneo!

Ma nel frattempo la terra dei fuochi brucia, le pale eoliche le installano ditte straniere, i pannelli solari arrivano dalla Cina, le nostre centrali vanno con carbone tedesco, e noi ci arrovelliamo il cervello per capire se dire SI, NO o astenuto!

Concludo affermando che secondo me, l’unica vera differenza che avremo tra un Si ed un No sono migliaia di disoccupati in più o in meno, ed un po’ più di dipendenza energetica/economica dall’estero rispetto a quella che già abbiamo ora.  L’inquinamento ormai, se c’è stato rimane anche se si chiudono tutti i pozzi.  Alla fine, quando il 17 sera o il 18 verranno scrutinate le schede gli italiani avranno forse nuovamente perso un occasione per dire la loro, ed uno o un altro partito politico proclamerà la sua vittoria!

Danilo Amelotti

LEGITTIMA DIFESA IN UN INVASIONE DOMESTICA: COS’È, E COSA SICURAMENTE NON È!

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A premessa di questo mio scritto vorrei dedicare lo stesso al Presidente Renzi, all’Onorevole Salvini, e più in generale, a tutti i nostri politici, nella speranza che ne facciano tesoro per imparare qualche nozione a loro forse sconosciuta o “dimenticata”. Vorrei inoltre dedicarlo a tutti quei giornalisti che, probabilmente nella sola ricerca della audience, usano termini e frasi sbagliate, rendendosi quindi responsabili non solo di una mala informazione e distorsione di fatti, ma anche di un serio indebolimento della sicurezza del cittadino!

L’articolo

Poco tempo fa pubblicai un articolo che parlava della difesa domestica. All’interno dell’articolo descrivevo per sommi punti cosa fosse la difesa domestica e come essa dovesse essere organizzata. Al termine dell’articolo la mia conclusione fu:

…spero con queste righe di aver fatto breccia nelle vostre menti e idee, facendo capire a tutti quelli che vedono la difesa domestica come un’arma detenuta in casa o un semplice gancetto alle tapparelle, che la difesa domestica è cosa ben più seria e complicata di quel che vorrebbe sembrare.

Oggi mi trovo nuovamente a scrivere su quest’argomento, e lo faccio in risposta al recente evento, che vede un pensionato di 65 anni accusato di omicidio volontario per aver sparato con la propria arma regolarmente detenuta e denunciata ad un invasore domestico.

Penso che fuori dalle de-generalizzazioni dell’evento causate della politicizzazione dello stesso (ergo parti politiche che fan leva sull’accaduto per ottenere consensi) e dal diffondersi di post senza senso sui social media, che tramutano addirittura un atto di difesa personale (quindi legittima difesa) in un atto di giustizia privata (quindi omicidio intenzionale o cosa simile), bisogna riuscire a capire cosa sia un ‘ invasione domestica, quale sia la psicologia dell’assalitore e dell’assalito, e quali fattori intervengano ad influenzare l’esito della stessa.

Per rendere il discorso semplice basta pensare al mondo animale… se un animale (qualunque esso sia) è attaccato nella sua tana, l’animale si difende con il massimo della forza possibile. Ciò non è dovuto all’intenzione dell’animale di uccidere l’assalitore, bensì dall’intenzione di difendere sia la propria tana sia la propria vita. Se al termine della colluttazione l’assalitore ha la peggio e muore, non penso che nessuna persona potrebbe mai dire che l’animale che si difendeva era un omicida!

animali in lotta-danilo-amelotti.comOra sento già i perbenisti del caso lamentarsi e spargere un brusio di critiche dicendo che noi umani non siamo animali, e che la nostra intelligenza ci dovrebbe aiutare a evitare un uso della forza troppo irruento.

Bene, allora torniamo a noi, come uomini (umani) e come persone dotate d’intelligenza. Quando qualcuno ci prende di soppiatto, magari per farci uno scherzo, qual é la nostra reazione? Se non avete il coraggio di dirlo voi ve lo dirò io … scattare come fa un animale quando lo pizzicate di nascosto … e se invece di uno scherzetto doveste ricevere un colpo, quale sarebbe la vostra prima reazione “istintiva”? Restituire il colpo e allontanarvi il più velocemente possibile… ebbene si, esattamente come farebbe un animale che riceve una botta!

Da quanto dico sopra, penso che tutti potrete evincere il senso dell’ affermazione che segue: un uomo, a prescindere dalla sua collocazione sociale, sesso, religione, cultura etc, quando si sente improvvisamente in pericolo reagisce istintivamente come farebbe un animale, con il preciso intento di difendere la propria vita e/o casa/dimora/ luogo etc.

Quindi che cosa è la difesa personale ed in cosa differisce dalla giustizia privata? Se nella difesa personale noi assistiamo ad una persona (o animale) che reagisce ad un ‘ offesa improvvisa e/o inaspettata per il solo scopo di difendere la propria ed altrui sicurezza, in un atto di giustizia privata noi vediamo un uomo (non più un animale) che (più o meno lucidamente) decide di “vendicarsi” di un torto subito, e quindi impugnando un arma (propria o impropria, da fuoco o meno) si reca da chi gli ha fatto il torto per avere “giustizia”.

Come potrete tutti ben notare, mentre l’atto di difendersi ad un ‘ offesa improvvisa e/o inaspettata ha carattere di pura reazione istintiva (la dove la reazione può anche essere prolungata in base alla percezione di pericolo sentita dall’assalito), ed è quindi inequivocabilmente e palesemente riconducibile ad istinti naturali di tutti gli esseri viventi, la giustizia privata é tipica solo del genere umano, perché richiede premeditazione, pensiero, ingegno, pianificazione ecc.

Quindi, ancora una volta, è bene capire che la “legittima difesa”, quindi atto immediatamente successivo ad un’ offesa diretta, avviene nel momento in cui questa offesa viene perpetrata, mentre la giustizia privata e successiva ad un ‘offesa e (normalmente) avviene quando l’individuo ha certezza o sentore che le istituzioni non saranno in grado di garantire che “giusta giustizia sia fatta”.

In conformità a quanto sopra detto, si apre un nuovo argomento, in altre parole, quello della certezza della giustizia e della pena, ma per necessità di spazio e tempo e, per non dover affrontare un così delicato argomento in poche righe, rimando lo stesso ad un futuro e più approfondito articolo.

Ritornando quindi alla difesa domestica ed alla legittima difesa, rimangono da dire ancora alcune importanti cose.

burglar0426_imageInnanzitutto la difesa personale (o legittima difesa) non può essere associata ad un rapporto di forze tra offesa e difesa: infatti, nel momento in cui una persona riceve un assalto non ha il tempo (né spesso le capacità) di valutare quale sia la capacitá e la forza del suo assalitore. Se, ad esempio, volessimo ipotizzare di vivere in un mondo idilliaco e perfetto (fuori dal fatto che rimarrebbero comunque i delinquenti, quindi questa perfezione forse di per sé sarebbe già fasulla) potremmo immaginare che, nello stesso momento in cui un assalitore ci si avvicinasse, un computer potrebbe indicarci tutti i valori dell’aggressore (droghe, adrenalina, forza, ossigenazione, capacità di movimento, aggressività ecc.) e darci la migliore soluzione sulla difesa da attuare (magari, come visto nel film Matrix, caricandoci immediatamente un corso di autodifesa specifico per il tipo di offesa), ma siccome viviamo in un mondo generalmente normale, e tutt’altro che idilliaco, quando una minaccia ci si para davanti, la nostra reazione sarà sempre quella di difenderci con la maggior rapidità e forza possibile, per poi scappare e metterci al sicuro, in attesa dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.

Altro fattore da valutare è la reale preparazione e capacità della persona che si difende: da quanto è detto da giornali, politici, magistrati, ecc, sembra che ogni uomo di questa terra sia di natura in grado di difendersi applicando la sola forza necessaria all’arresto dell’assalitore! Mai eresia più grande potrebbe essere anche solo pensata. Io sono un incursore in congedo, dopo 25 anni di attività passando dal pulisci gabinetti finendo alla direzione di corsi ed addestramenti per personale altamente qualificato, con missioni, guerre, addestramenti specifici etc nel mio bagaglio professionale, forse sarei in alcuni frangenti in grado di controllare la mia reazione, e quindi metter in atto una difesa proporzionata all’offesa ricevuta (dico e specifico sarei, perché anche io nel buio della mia casa, in fronte ad un assalitore improvviso, potrei agire con la massima forza, non essendo comunque in grado di valutare le reali capacità offensive del mio nemico), ma questo fatto rimane unico per un numero limitatissimo di umani! … la maggior parte della popolazione (per fortuna forse) non ha tali capacità e conoscenze, quindi non ha proprio possibilità di controllare la propria reazione in un frangente di offesa improvvisa.

Spero di aver fatto quindi chiarezza sull’argomento, dando a voi lettori una visuale differente dalle solite urla isteriche dei social media e dalla disinformazione costante sparsa dal mondo dei giornalisti in cerca di scoop!

Vorrei terminare con una considerazione di tipo “tattico”. Oggi, si sta facendo molto rumore intorno all’uso delle armi, alla loro detenzione, alla voglia di molti di possederle e alla paura dei nostri politici di avere troppe persone armate sul territorio. Questi sono sicuramente problemi che dureranno per sempre, e non possono o devono diventare ostacolo al diritto alla difesa del cittadino, ne tantomeno strumenti per modificare leggi in favore del mondo criminale! (A tal proposito, vorrei insistere sul fatto che in nazioni ove le armi da fuoco sono di “libero” utilizzo e porto, la criminalità è minore di quella ove le armi da fuoco sono generalmente proibite).

File photo dated 26/02/13 of a police officer using a Taser, as police chiefs called for an independent review into the safety of Tasers after an inquest found that the use of a 50,000-volt stun gun contributed to the death of a young man.
File photo dated 26/02/13 of a police officer using a Taser, as police chiefs called for an independent review into the safety of Tasers after an inquest found that the use of a 50,000-volt stun gun contributed to the death of a young man.

Ma se una cosa può essere fatta per diminuire le probabilità che un “povero ladro che fa solo il suo disonesto mestiere” possa rimanere ucciso dall’arma di un “cattivo cittadino armato”, è quella di autorizzare la vendita al pubblico di armi non letali, quali TESER, Pistole a vernice, etc.
Sicuramente sei il pensionato avesse avuto un TESER al posto della pistola, oggi staremmo come sempre a discutere di calcio, invece, grazie a leggi e proibizioni folli e stupide, abbiamo un povero ladro morto, ed un “cattivo ed aggressivo” cittadino sotto processo per aver difeso la propria casa e famiglia!
Vi prego di condividere questo scritto con più persone possibile, non per farmi diventare un famoso giornalista o scrittore, ma per diffondere la conoscenza e (a mio personale parere) il giusto modo di vedere i fatti ed i problemi inerenti la difesa personale e domestica.

Danilo Amelotti

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LEGITTIMA DIFESA IN UN INVASIONE DOMESTICA- COS’È E COSA SICURAMENTE NON È. DANILO-AMELOTTI.COM

 

IMMIGRAZIONE: L’EVOLUZIONE DELLE GUERRE DI TRINCEA

IMMIGRAZIONE- L’EVOLUZIONE DELLE GUERRE DI TRINCEA-danilo-amelotti.comIn quest’ultimo anno si sono ripetute e scandite in tutti i mezzi di comunicazione notizie riguardanti l’immigrazione di massa che sta colpendo non solo l’Italia o l’Europa, bensì tutto il mondo occidentale.

Mentre politici di ogni specie e razza si affannano a incolpare le parti politiche avverse di responsabilità e mala gestione (con l’aggravante che questo atteggiamento ha solo fini propagandistici ed elettorali e non di reale preoccupazione per la situazione), mentre le guerre all’ISIS e tutte le altre organizzazioni Terroristiche dilagano nel mondo, e ancora mentre tutti i popoli assistono a questi fenomeni da meri spettatori alla stregua degli antichi romani quando assistevano alle carneficine nelle arene, nessuno sembra rendersi conto che i tempi delle parole e delle belle scenette in TV sono finiti.

Non abbiamo più tempo per organizzare lunghe e INUTILI conferenze sul “fenomeno dell’Immigrazione”, o cercare accordi bi o tri o quadri o penta-laterali per risolvere in qualche modo un’emergenza che “d‘emergenza” ormai ha perso tutto.

Non possiamo infatti più chiamare emergenza una routine che dura da ormai quattro anni; anche se un minimo d’immigrazione clandestina si è sempre verificata, è stato con l’inizio della primavera araba (fine 2010, inizio 2011) seguito a breve dall’inizio della guerra civile in Siria (15 Marzo 2011) e la successiva deposizione e uccisione del leader libico Gheddafi (20 ottobre 2011) che questa invasione di massa ha avuto la massima accelerata. Semplicemente con il crollo di Siria e Libia, non solo è venuto a mancare un serio controllo sui confini delle stesse nazioni, ma si è anche creato un immenso corridoio fuori da qualsiasi controllo dove chiunque abbia il desiderio di migrare verso i paesi Europei o occidentali può trovare una “facile” via.

merkel-renzi-dubbio-danilo-amelotti.comSenza tornare a descrivere le mille mosse incerte e sconsiderate fatte da tutta la comunità europea, ed in primis dall’incapace governo Italiano, oggi noi ci ritroviamo ad essere ad un passo dal baratro della rovina delle nostre società e della nostra “bella vita”.

Seppur io non abbia mai ritenuto di essere un pessimista o un catastrofista, non posso esimermi dal vedere come le cose stiano velocemente degenerando, e come tutti i governi europei siano ormai arrivati al capolinea delle loro strategie di controllo della crisi. Ormai, infatti, non è solo più il confine Italiano (di per sé indifendibile da tali fenomeni trovandosi esso in mare) che subisce questa invasione, ma sono i confini di Grecia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Serbia in primis, e poi Austria, Germania, Inghilterra e Francia in seconda battuta, che stanno collassando; ormai reti e filo spinato non bastano più a contenere le migliaia di profughi e nemmeno l’eventuale interruzione dell’operazione FRONTEX potrebbe mai portare ad una fine o ad un rallentamento di questa Invasione.

Certamente io non sono un burocrate politico, quindi forse non riesco (come molti) a capire le ragioni legali e/o politiche che spingono tutte le nazioni europee a esitare ad agire con i mezzi e gli assetti a disposizione. Ma di una cosa sono sicuro, come già detto da me in precedenza, questa invasione é solo un grande e moderno cavallo di Troia. Certamente, nella massa di migranti molti sono poveri, forse disperati, forse solo in cerca di una vita migliore, ma sappiamo ormai tutti, anche perché confermato da servizi segreti di mezzo mondo, che tra i tanti “disperati” si celano moltissimi delinquenti, o ancora peggio terroristi!

Platone dicevaUn fatto che molti sembrano sottovalutare (ed in questo caso includo anche tutti i cittadini che in un modo o nell’altro supportano questa immigrazione) é che il problema non sta solo nei possibili delinquenti che stiamo ospitando, né tantomeno nell’altissimo numero di nuovi possibili cittadini Europei che avremo, ma risiede nello stravolgimento improvviso che il delicato equilibrio delle nostre società sta per subire (in realtà lo stiamo già subendo)! Non ho mai pensato che altre culture o ideologie potessero essere in qualsimodo pericolose per me o i miei amici o altri, e non ho mai avuto problemi a vedere altre culture entrare in Europa ed affermarsi come tali, ma tra un passaggio lento e proporzionato, dove ogni cultura e nuova idea viene assimilata con le giuste tempistiche, ad un drastico ed immediato stravolgimento delle nostre abitudini, culture, idee, e modi di fare c’è una grossa differenza. Questo stravolgimento, legato a fatti storici ancora nella memoria dei nostri padri, alla situazione economica precaria, ai vari allarmismi creati da fatti recenti, ed al forte e profondo divario culturale tra noi ed i popoli migranti, non possono tramutarsi in qualcosa di buono bensì diverranno la leva che scatenerà la furia dei popoli.

Ma allora quale può essere la soluzione a tale problema?

xmuro-ungheria-agosto-danilo.amelotti.com.trincea.immigrazioneQui ci ricolleghiamo al titolo che ho voluto dare a questo mio articolo: l’attuale situazione con i migliaia di migranti che spingono alle frontiere delle nostre nazione non é altro che una guerra di trincea combattuta con armi diverse e da enti diversi. In una guerra di trincea normale, i confini dei due belligeranti sono per l’appunto tracciati dalle rispettive trincee… i due o più partiti dello scontro cercano in tutti i modi di forzare queste trincee per poter quindi invadere lo stato, o territorio avversario. In queste guerre si usano chiaramente armi da fuoco, filo spinato, cavalli di frisa, mine etc. Oggi con questo fenomeno migratorio la guerra la si sta combattendo in trincee a volte invisibili (quando i confini sono sul mare) a volte più chiare (quando i confini sono difesi da lunghe reti coperte di filo spinato). Le armi di questa guerra sono la politica (inefficiente), le foto e le testimonianze di poveri migranti allo stremo, o addirittura le immagini raccapriccianti di bambini cadaveri sulle spiagge!

victims-danilo-amelotti.comAllora, senza soffermarmi sul potere di queste ultime armi, vorrei palesare a tutti che sempre di guerra di trincea si parla, per vincerla bisogna avanzare e conquistare i territori nemici, anche perche, mentre in una vera guerra la stasi protratta delle posizioni porta “semplicemente” alla morte di migliaia di soldati ma alla preservazione del territorio interno, in questa guerra di trincea la stasi protratta ci sta portando alla rovina. In poche parole noi abbiamo solo due possibilità: mantenere le posizioni come sono ora, e quindi perderla miseramente perché sia le invasioni sia le centinaia se non migliaia di morti continueranno senza sosta, oppure decidere di spostare le nostre trincee più avanti, ergo occupare quei buchi lasciati dalla caduta dei governi libico e siriano!!!

Non sto ovviamente dichiarando guerra a nessuno, né tantomeno ho idee conquistatrici (che lascio a tutti i nostalgici di altri tempi), bensì sto semplicemente e freddamente valutando i fatti e cercando la strategia migliore per porre fine a questa tragedia subita non solo da chi muore nei barconi o sulle spiagge, non solo da chi cerca disperatamente una nuova terra dove cominciare una vita nuova, ma anche da tutti quei cittadini europei che oggi vivono per strada, senza possibilità alcuna di accedere a quegli aiuti destinati ad ingrassare la ricca e proliferante macchina dell’immigrazione!

last frontier-danilo-amelotti.comQuella che faccio io nel mio piccolo non é una campagna elettorale (non sono un politico né ho velleità politiche) e non é nemmeno un grido maturato da una persona strumentalizzata da partiti politici ed altro… no quello che faccio io è una semplice analisi dei fatti, uno studio delle probabilità che mi porta alla creazione di una strategia di base. Insomma come ho fatto per tanti anni in tante situazioni, analizzo la situazione e cerco di trovare la soluzione migliore, accettandola anche quando essa non sia quella che più aggraderebbe me o chi con me la dovrebbe attuare.

In questa mia analisi non considero ovviamente tutte le paure che i nostri politici Inetti ed incompetenti hanno quando si trovano a dover prendere delle decisioni.; mentre il loro primo problema sono le elezioni e la possibilità che una decisione impopolare possa fargli perdere la “seggiola” (ergo centinaia di migliaia di euro ed un potere farlocco), il mio primo problema è quel bambino morto sulla spiaggia, sono quelle persone Italiane o europee costrette a vivere in una macchina, sono la pace della mia nazione e del mio popolo, e il futuro dei nostri figli.

Allora, in conclusione a questo mio articolo, voglio solo dire che una guerra, che essa sia morale o fisica, materiale o immaginaria, può essere affrontata e vinta solo da chi ha la capacitá di reale analisi delle situazioni in primis e di prendere delle vere decisioni ponderate e serie dopo (anche quando esse possono essere non piacevoli e condurre all’insuccesso popolare). Tutti gli altri sono e saranno sempre solo una lunga lista di perdenti!

Danilo Amelotti

P.S. Questa mia pagina è priva di pubblicità perché la mia intenzione primaria non è guadagnare dal numero di visitatori, bensì far circolare informazioni ed idee.  Se sei d’accordo con ciò che scrivo aiutami a far girare questo e gli altri articoli da me pubblicati, e quando vuoi/puoi lascia un tuo commento nella sezione che segue qua sotto (Leave a reply).  Grazie 🙂 

“ABOLIRE LA GUARDIA COSTIERA”: LA NUOVA FOLLIA DI RENZI E DEL PD | Sostenitori delle Forze dell’Ordine

Seppur io riconosca che il numero di istituzioni dedite al controllo del nostro paese potrebbe essere “ridotto” in favore di una migliore gestione delle risorse e del personale, e per una migliore coordinazione delle operazioni, non ritengo lecito il modo con il quale il nostro attuale governo effettui questi cambiamenti.

Alla luce di quanto descritto nell’articolo che segue, ci possiamo quindi immaginare che, non appena se ne verifichi l’opportunità, il Governo Renzi potrà anche apportare altre modifiche e cambiamenti ben più sostanziali (non che questo non lo sia), arrivando addirittura ad accettare la proposta della Sig.ra Bordini di avere delle forze armate “disarmate”.

Il punto della mia preoccupazione non sono quindi le riforme o i cambiamenti, bensì il modo con il quale essi vengono fatti.  Come allora successe per il nostro Inno “violentato” per non mettere in bocca a dei bambini la parola morte, e come ora sta succedendo con un corpo meritevole ed importante come quello della Guardia Costiera tagliato senza batter ciglio, qualunque cambiamento potrebbe essere fatto senza mai interpellare chi di dovere!

Questo modo di agire io non lo chiamerei proprio Democratico, bensì “dittatoriale”! Ma non penso ci sia da meravigliarsi troppo, in fin dei conti questo governo non lo ha votato nessuno!

Vi lascio all’articolo preso da “sostenitori.info e scritto da Chiara Giannini.

Il disegno del governo Renzi, ovvero eliminare le Forze armate, si sta compiendo. Dopo la Forestale, ora il Pd vuol eliminare anche le Capitanerie di porto. L’Italia ha oggettivamente la migliore Guardia Costiera europea e del Mediterraneo. Sarebbe il caso di valorizzarla e di darle merito per il nobile mestiere che svolge, soprattutto in occasione del sui 150 anni d storia. Invece no, troppo efficiente per farla sopravvivere. Con un semplice emendamento, senza informare il ministro competente delle Infrastrutture Del Rio e tanto meno i vertici della Guardia Costiera e le rappresentanze militari, si decide in un solo colpo di cancellare un Corpo storico come quello delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera che tra 2 settimane festeggerà il suo anniversario. 11mila “Guardia coste”, uomini che nel silenzio quotidiano svolgono atti di eroismo per la sicurezza in mare, saranno “cancellati”. Tutto ciò con costi bassissimi, ma con la massima efficienza della Pubblica Amministrazione. Personale e mezzi quali le navi e le motovedette adatte per i soccorsi, per l’attività di polizia ambientale e tutela dell’ecosistema marino e del pescato, con record di controlli e di reati perseguiti in seguito ad attività di polizia, sono in pratica  da far sparire nel nulla. Infatti, l’emendamento firmato dal relatore della riforma della P.A.  Ernesto Carbone, prevede che la gestione delle risorse economiche dei mezzi e degli uomini della Guardia Costiera passino dalle dipendenze funzionali del ministro delle Infrastrutture al Capo di Stato Maggiore della Marina, attualmente l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Quest’ultimo assumerebbe funzione di Comandante Generale delle Capitanerie. La dizione Guardia Costiera, che sarebbe l’anima operativa del “Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera”, sarebbe soppressa a vantaggio dell’attività della Marina Militare . Si dedurrebbe quindi che le risorse delle infrastrutture per svolgere bene il lavoro di Guardia Costiera passerebbe alla Difesa per svolgere la stessa attività con costosissime navi da guerra. Costose per numeri di equipaggio, per costi di carburante, lente e adatte ad attività belliche. Varie volte l’Ammiraglio de Giorgi aveva manifestato tale obiettivo di sottomettere e piegare il corpo alle proprie dipendenze così come espresso nelle audizioni alle commissioni dipendenti di Camera e Senato, in occasione della festa della Marina.

Ma qualcuno potrebbe mai pensare che l’Esercito Italiano, che svolge l’operazione “Strade Sicure”, potrebbe assorbire la Polizia di Stato o i Carabinieri ai fini della razionalizzazione? Quanto costerebbe e quale efficienza si avrebbe nel fare l’ordine pubblico con i Carri armati? L’economia e la sicurezza del mare, tutelata attraverso l’attività di soccorsi e polizia marittima, quanto ne subirebbe da tutto ciò? Nella migliore delle ipotesi le nuove navi che verranno costruite con gli oltre 5 miliardi stanziati, saranno pronte tra 10/15 anni. Nel frattempo da anni le rappresentanze militari della Guardia Costiera, a gran voce, chiedono di vedersi riconosciuti lo status di Pubblica sicurezza. I “Guardia Coste”, infatti, sono già ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria e svolgono attività di polizia a 360° in forza di leggi speciali.

CONTINUA A LEGGERE QUA: “ABOLIRE LA GUARDIA COSTIERA”: LA NUOVA FOLLIA DI RENZI E DEL PD | Sostenitori delle Forze dell’Ordine.

QUANDO DI IGNORANZA SI FA VIRTÙ… Armietiro – Il ddl Amati-Granaiola torna alla ribalta

Eccoci nuovamente alla dimostrazione che l’ignoranza della nostra classe politica, sommata al pregiudizio costante che le armi siano “cattive e pericolose”, e che tutti i possessori di armi (o quasi) siano dei terroristi, fa si che riescano a proporre un Ddl che peggiorerà la sicurezza della nostra nazione.

Mi spiego, senza dilungarmi sulle mille ragioni che mi spingono ad affermare che “codesto Ddl” è una grande stron**ta (scusate ma quando ci vuole ci vuole), voglio analizzare il punto dove si dice che tutte le armi per uso sportivo dovranno essere detenute/depositate presso i poligoni.

Allora, i poligoni non sono dei depositi di armi, e seppur abbiano spesso una minima sicurezza ed un minimo di armi e/o munizioni all’interno, non sono stati sicuramente concepiti per divenire “l’armeria degli sportivi” ed ospitare quindi centinaia di armi (se non migliaia).  Se a questo aggiungiamo che viviamo in un periodo in cui il terrorismo religioso e l’immigrazione clandestina stanno dilagando, solo pensare di riunire tutte le armi in specifici punti sul territorio nazionale, e quindi facilitare un eventuale azione mirata ad armare un gruppo di persone, farebbe rabbrividire anche il più antiarmi del pianeta!!! 

Cerco di spiegarmi meglio: se oggi un delinquente volesse rubare delle armi, dovrebbe necessariamente andare li dove la sicurezza è al 100% (caserme, polveriere, armerie etc). Ma se il Ddl passasse, qualunque malintenzionato potrebbe semplicemente sfondare la porta di un poligono e “fare la spesa”. 

Sicuramente a questo punto qualcuno starà pensando che se ciò dovesse succedere (ovvero l’accettazione del Ddl) le misure di sicurezza dei poligoni sarebbero aumentate e portate a livello di quelli di tutte le caseme d’Italia… Allora io mi (e Vi) chiedo: e chi ci metterà i soldi??
Ad oggi i poligoni soffrono in quanto l’economia del mondo Armiero (a causa anche di tutte le restrizioni passate e recenti) è in caduta libera. Applicare questa ennesima e brutale restrizione non farebbe altro che peggiorare la situazione andando a ridurre ulteriormente l’economia del settore, quindi anche quella dei poligoni! Allora per la seconda volta mi chiedo… e chi ci metterà i soldi? 
E forse più importante di tutto: QUINDI SIETE VOI SICURI CHE MUOVERE ED ACCENTRARE TUTTE LE ARMI IN POCHI PUNTI SUL TERRITORIO ITALIANO SIA UNA SCELTA GIUSTA, PONDERATA E OCULATA IN VIRTÙ DI UN INCREMENTO DELLA SICUREZZA DEL NOSTRO PAESE? O È FORSE IL CASO CHE CI RIPENSIATE?

Vi lascio all’articolo di “Armi e Tiro”….
http://m.armietiro.it/il-ddl-amati-granaiola-torna-alla-ribalta-armi-6580