SEMPRE PIÙ ITALIANI NELLA LEGIONE STRANIERA PER FUGGIRE DALLA CRISI (VIDEO)

SEMPRE PIÙ ITALIANI NELLA LEGIONE STRANIERA PER FUGGIRE DALLA CRISI (VIDEO)

(di Valter Delle Donne) – Sono sempre di più gli italiani che cercano di arruolarsi nella Legione straniera per sfuggire alla crisi economica prima ancora che alla giustizia.  Un servizio della Tv svizzera italiana rivela un aspetto sconosciuto degli effetti della crisi che sta attanagliando l’Italia.

«Si compila un modulo, si consegnano i documenti, i vestiti, il cellulare – racconta la Tsi – Coloro che verranno selezionati riceveranno un nuovo nome, una divisa e una missione: difendere la Francia ovunque ve ne sia bisogno – dalla Guyana a Maiotte, passando per l’Afghanistan, Gibuti e la Costa d’Avorio. All’alba del ventunesimo secolo, la Legione Straniera francese è più viva che mai e continua a rappresentare – specie in tempi di crisi economica – una allettante alternativa di vita per migliaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo».

Aubagne è una piccola cittadina alle porte di Marsiglia. Ogni settimana centinaia di ragazzi da tutto il mondo si presentano per entrare nella Legione straniera. Molti di loro sono italiani, spinti spesso dalla crisi economica. Come emerge dal servizio andato in onda sull’emittente elvetica, ci si può arruolare a ogni ora del giorno e della notte. Basta avere meno di quarant’anni. Si riceve una nuova identità e un buono stipendio.  «Ti fanno fare test clinici e fisici – racconta un ragazzo italiano arruolato – se qualcuno ha famiglia o ha figli cambia nome e risultiamo tutti senza famiglia e senza figli. Nelle selezioni entriamo in sessanta e usciamo meno di trenta. Poi ti aspettano quattro mesi di duro addestramento». «Qui è difficile andare d’accordo con tutti – spiega un altro nostro connazionale o –  mentre nelle forze armate italiane sai di combattere per l’Italia, nella legione ognuno viene da realtà diverse. Si viene qui per avere una nuova identità e i documenti, ma soprattutto per spirito d’avventura. Se fosse stato solo per i soldi sarei andato a lavorare in fonderia».

Legione straniera: gli italiani tra i più decorati

Le reclute non possono avere un’automobile, non possono lasciare la Francia e per i primi tempi hanno divieto assoluto di contattare la famiglia. Danilo Pagliaro è il decano dei legionari italiani ancora in servizio. «Gli italiani in Legione straniera sono la seconda nazionalità più decorata in assoluto – premette il veterano – E parliamo dal 1831 a qualche anno fa. Io sono rientrato da Giubiti nel 2001. Dal 2001 al 2008 la totalità degli italiani che erano venuti al Rec ha disertato. Parliamo di Orange, del primo reggimento di cavalleria. La motivazione? Oggi gli italiani vengono per la crisi. Ma quello che facciamo non può essere un lavoro. La Legione non è un lavoro. Gli orrori non possono spaventarci, devi farci l’abitudine. Io, personalmente, ho visto bambini inchiodati agli alberi», racconta Pagliaro. Il vecchio veterano si dice deluso dalle giovani leve: «Non puoi arruolarti per mantenere la famiglia. Chi viene qui non può avere famiglia. Ci sono italiani che vengono per fare la guerra, ma poi mi dicono: ho i figli, sono sposato, devo mandare i soldi a casa. Allora resta a casa», taglia corto Pagliaro, che oggi istruisce le reclute e che va fiero della sua attività. «Un secolo fa non c’era internet, non c’erano le carte d’identità come adesso. La gente poteva dichiarare la propria identità. Questo era il posto migliore per sparire e per ricominciare una nuova vita». Una nuova vita che, ancora oggi, centinaia di giovani da tutte le parti del mondo sognano ancora di intraprendere

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