INTRODUZIONE ALLA DIFESA DOMESTICA O ABITATIVA

 

La difesa domestica, che per esteso comprende la difesa degli ambienti dove noi viviamo, lavoriamo, o svolgiamo qualsiasi attività (ludica o commerciale), è da sempre un argomento importante che “attanaglia” i pensieri del singolo e del pubblico.

Spesso, a causa di mala informazione promulgata dal mondo del cinema, o da fantomatici “istruttori” del nuovo millennio, o dalla semplice “ignoranza” di chi si avvicina a quest’argomento, essa è completamente travisata, al punto che, con il termine “difesa domestica”, taluni immaginano una battaglia all’ultimo sangue da combattere entro i limiti domestici, e altri invece, pensano che due gancetti alle tapparelle o una bella porta blindata siano la soluzione di tutti i problemi! Ebbene non è così.

Andiamo quindi per passi a spiegare cosa essa sia e quali siano i principali fattori da tenere in considerazione quando ci apprestiamo a considerare quest’argomento con serietà e cognizione di causa.

Per prima cosa, quindi, vediamo cosa si vuole intendere con il termine “difesa domestica”:

“Per difesa domestica, vogliamo indicare la somma di tutte le azioni ed espedienti da mettere in essere per impedire o scoraggiare l’intrusione di persone “ostili” all’interno dei nostri ambienti domestici o di lavoro. E importante specificare che nonostante tali azioni ed espedienti abbiano come obiettivo principale l’impedimento o scoraggiamento dell’intrusione, le stesse devono necessariamente includere la possibilità che l’intrusione accada, e quindi, la necessità di dover reagire nel miglior modo possibile per garantire la salvaguardia delle nostre ed altrui salute e sicurezza”.

3111-home-intruder-while-home_0È quindi possibile e corretto affermare che la difesa domestica non si basa su una singola azione, reazione, o espediente, bensì su un attento studio dell’area da difendere tenendo in considerazione molteplici fattori e aree di lavoro.

Intanto è bene capire che la difesa si suddivide in due branche principali:

· La difesa statica, che comprende quindi la messa in opera di infrastrutture specifiche o accorgimenti tecnici che renderanno la nostra casa/ufficio/negozio sia poco appetibili all’occhio del possibile malintenzionato (telecamere in vista, segnali di allarme, luci perimetrali temporizzate ecc) sia difficili da avvicinare e/o forzare (porte e finestre blindate, allarme, recinzioni, ecc)

· La difesa dinamica, che comprende sia addestramento alla reazione all’intrusione (piano di fuga, uso di armi, ecc), sia l’utilizzo di mezzi di dissuasione attivi (quali animali da difesa, simulatori di sparo, guardie ecc).

Nello studio del piano di difesa sarà comunque sempre necessario ricordare che qualsiasi accorgimento o azione si andrà a mettere in atto per difendere la nostra “proprietà” non dovrà trasformarsi nel nostro incubo, o ancora peggio nel nostro nemico. Se ad esempio decidiamo di mettere le inferiate alle finestre, dovremo considerare un piano di fuga che, evitando l’impedimento oggettivo delle inferriate, ci permetta di scappare dal luogo difeso con agilità qualora il malintenzionato riuscisse comunque a entrare, o nel caso avessimo un’emergenza quale un Incendio.

Fin qua, abbiamo quindi evidenziato che la difesa domestica è un lavoro complesso, che quindi come detto in precedenza, richiede un vero e proprio studio o piano di azione.

danilo amelotti difesa domestica e abitativaLa stesura di questo piano dovrà forzatamente comprendere risposta alle seguenti domande:

1. Che tipo di obiettivo sono io?

2. Che tipo di difesa voglio avere?

3. Qual è il mio budget?

4. Quali sono i miei parametri di tolleranza (ovvero, quanto voglio limitare o agevolare la mia libertà, quali e quante cose/persone voglio o devo proteggere, cosa sono disposto a perdere in caso di un’invasione ecc)?

5. Qual è la mia preparazione tecnica e conoscenza dei vari sistemi?

6. Chi è il mio “nemico”?

Ovviamente non è un compito semplice rispondere, ecco perche molti dovrebbero rivolgersi a personale qualificato e affidabile per poi mettere in opera il proprio piano di difesa. E’ però anche vero, che seguendo poche regole di base possiamo ottenere una discreta protezione da possibili intrusioni “casuali”.

Quindi per semplificarvi il compito e non rendere un’impresa semi-impossibile ai molti la difesa dei propri confini domestici, vi porgo alcune regole di base che, se seguite ed attuate in maniera seria e costante, potranno sicuramente elevare la vostra sicurezza domestica.

Innanzitutto date il giusto peso sia alla vostra abitazione, sia alla reale minaccia che potrebbe avere. È ovvio che la nostra abitazione o ufficio siano di estrema importanza per noi, ma ciò non significa necessariamente che dovremo difenderle come se fossero Fort Knox. In altre parole, non possiamo realmente pensare di difenderci da qualsiasi minaccia; sebbene infatti tutti sappiamo che esistono molti tipi “e forme” di delinquenza e quindi di delinquenti, noi dovremo fare una reale e pertinente selezione delle minacce che ci circondano, andando quindi ad escludere quelle minacce (tipo il serial killer di turno) che nella realtà statistica non ricoprono rilievo.

Insomma bisogna capire che il giusto compromesso ci permetterà di difendere decentemente la nostra casa da un’invasione “casuale” o se vogliamo “entro i comuni limiti delle invasioni a scopo di furto o rapina”, ma allo stesso tempo non ci renderanno schiavi di sistemi troppo complessi e dispendiosi.

Se differentemente volessimo proteggerci da minacce ben più organizzate, forse dei semplici espedienti non sarebbero sicuramente efficaci.

homeintruder, danilo amelotti, difesa domesticaStabilito quindi il reale livello di rischio e di protezione, andiamo a vedere quali parametri ci aiuteranno a capire cosa fare per meglio difenderci:

Un consiglio che funziona sempre è quello di provare a calarci nei panni di un aggressore, quindi porci le domande: che cosa farei io se volessi entrare in casa di qualcun altro? Quali sarebbero le mie strategie?

Beh, sono sicuro che vi sorprenderete tutti notando quanti differenti modi ed espedienti potrete inventare!

Quasi tutti inizieremo a valutare le varie possibilità tra cui si andrà dalla classica effrazione con rottura di finestre o forzatura di porte, all’indossare un bell’abito e suonare direttamente al campanello fingendosi il vicino o il funzionario della compagnia dei telefoni, all’aspettare che la sfortunata vittima dimentichi una porta o una finestra aperta… insomma, siamo onesti, tutti saremmo (idealmente) capaci di progettare un’invasione domestica!

Allora perché non lo facciamo? Cosa ci tiene lontani dal commettere un crimine?

Beh a queste domande ci sono molte risposte, che probabilmente vanno dall’essere fondamentalmente onesto, alla cultura, alla paura delle conseguenze, al non capire se lo specifico obiettivo valga la pena del rischio, ecc ecc … ma tutte queste motivazioni (o quasi) hanno un comune denominatore: Il DUBBIO.

Ebbene si “IL DUBBIO” è la nostra prima e grande regola per pianificare una corretta difesa dell’ambiente domestico.

Dovremo quindi essere in grado di mettere in opera sufficienti espedienti e o sistemi per indurre il possibile malvivente nel Dubbio: sono in casa? Hanno un allarme? Quella telecamera mi farà scoprire? Quelle finestre sono blindate?

Ecco qua che quando il dubbio vincerà sull’intenzione di “assalto” probabilmente la nostra abitazione/ufficio non saranno considerati appetibili! Ovviamente se leggete tra le righe delle domande che il “ladro/assalitore” si dovrebbe porgere, scoprirete quali e quanti espedienti possano essere già sufficienti ad un’iniziale difesa statica!

Ora potrei continuare per molte pagine a scrivere di possibili tattiche e strategie di difesa, ma non è mia intenzione.

Viceversa, spero con queste righe di aver fatto breccia nelle vostre menti ed idee, facendo capire a tutti quelli che vedono la difesa domestica come un arma detenuta in casa o un semplice gancetto alle tapparelle, che la difesa domestica è cosa ben più seria e complicata di quel che vorrebbe sembrare.

Allo stesso tempo spero di non aver intimorito nessuno. Non è, infatti, detto che non avere mezzi di difesa o protezione sia necessariamente uguale a doversi aspettare un’invasione in ogni secondo giorno della propria vita. Semplicemente riuscire a capire che, qualora dovessimo sentire la necessità di difendere meglio le nostre abitazioni/uffici/negozi ecc., probabilmente comprare un libro in Internet, o una pistola o una bella porta blindata non saranno le scelte migliori!

Vi lascio quindi con la promessa di ritornare sull’argomento, per espandere la discussione a quelle tematiche della sicurezza che spesso vengono tralasciate anche dai più seri e assidui “Preppers”.

 

Danilo

2 thoughts on “INTRODUZIONE ALLA DIFESA DOMESTICA O ABITATIVA

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